Hai notato che la schiena di tua figlia non è perfettamente simmetrica? Ti sembra che tuo figlio tenga una spalla più in alto dell’altra?

È normale che, di fronte a queste osservazioni, un genitore si preoccupi.

In questo articolo proviamo a fare un po’ di chiarezza sulla scoliosi e a capire quando è davvero necessario preoccuparsi e quando, invece, non c’è motivo di allarmarsi.

Iniziamo: cos’è realmente la scoliosi?

Per scoliosi si intende una deformazione tridimensionale della colonna vertebrale, caratterizzata da un’alterazione della forma e della posizione della colonna stessa nei tre piani dello spazio.

La colonna scoliotica non presenta quindi solamente una deformità in flessione laterale (ossia quella deviazione verso destra o verso sinistra che tutti possiamo riconoscere) ma anche una componente di rotazione vertebrale e una modificazione delle fisiologiche curve della colonna, come la lordosi lombare e la cifosi toracica.

La tridimensionalità della deformazione e il fatto che questa sia strutturata e non semplicemente legata alla posizione assunta in quel momento distinguono la scoliosi da quello che viene comunemente definito atteggiamento scoliotico.
L’atteggiamento scoliotico è infatti un asimmetria posturale mantenuta da un individuo che si modifica al variare della posizione e che non è causata da una deformazione strutturale permanente della colonna.

Quando si nota una schiena asimmetrica questa importante differenziazione è quindi il primo passo da fare.

Da cosa è causata la scoliosi?

Qui dobbiamo distinguere diverse situazioni. Esistono scoliosi associate a condizioni specifiche, come alcune patologie neuromuscolari, congenite o altre condizioni mediche. In questi casi si parla di scoliosi secondarie.

Nella maggior parte dei bambini e degli adolescenti, invece, ci troviamo di fronte a una scoliosi idiopatica, cioè una scoliosi per la quale non è stata identificata una singola causa.

Questo non significa che non sappiamo nulla sulla scoliosi, anzi.

Le ricerche degli ultimi decenni suggeriscono che la scoliosi idiopatica sia probabilmente il risultato dell’interazione di diversi fattori, tra cui fattori genetici, biomeccanici e neurofisiologici.
In altre parole, non esiste un singolo “colpevole” che possiamo indicare come causa della scoliosi.

Chi è maggiormente interessato dalla scoliosi?

La scoliosi idiopatica può svilupparsi in qualunque momento dell’infanzia e dell’adolescenza, ma generalmente si manifesta nei periodi di scatto di crescita (6-24 mesi; 5-8 anni; 11-24 anni). Il periodo in cui la progressione della scoliosi idiopatica è maggiormente marcata è infatti il picco di crescita longitudinale che coinvolge lo scheletro assiale.
Con il raggiungimento della maturità scheletrica diminuisce il rischio di progressione della curva e quindi anche la possibilità di aggravamento della scoliosi.

Quando devo preoccuparmi?

Non esiste una singola caratteristica che ci permetta di stabilire se una scoliosi diventerà problematica, ci sono però diversi fattori che possono influenzare il rischio di progressione della curva e che dunque fanno propendere per una prognosi più o meno favorevole.

Tra questi i principali sono:

maturità scheletrica→ Più un ragazzo è giovane, minore è la sua maturità scheletrica, più crescita gli rimane da fare, maggiore può essere il rischio che una curva progredisca.

ampiezza della curva→ maggiore è la severità iniziale della curva peggiore è la prognosi della curva stessa.

localizzazione della curva→ le curve toraciche hanno rischio maggiore di progressione rispetto a quelle lombari.

L’insieme di queste caratteristiche, insieme ad altri parametri più specifici, permettono al professionista di stimare il rischio di progressione della curva e quindi anche di mettere in atto l’intervento terapeutico più appropriato.

Quindi, devo preoccuparmi?

La risposta più corretta è: dipende. Una spalla più alta dell’altra non significa necessariamente scoliosi e avere una scoliosi lieve non significa necessariamente che la situazione sia grave. Allo stesso tempo, però, una scoliosi durante la crescita non dovrebbe essere ignorata. L’obiettivo è riconoscerla, valutarne le caratteristiche e soprattutto capire quale sia il rischio di progressione.

Se hai notato un’asimmetria importante nella schiena di tuo figlio o hai qualche dubbio, non aspettare, ma affidati a un professionista qualificato nella tua zona.

Noi di FisioZeta, studio di fisioterapia a Casatenovo, attraverso una attenta valutazione clinica e alcuni test di screening possiamo aiutarti a capire se l’asimmetria osservata merita ulteriori approfondimenti e, quando necessario, indirizzarti verso il percorso più appropriato e sicuro.

Mirko